Tracce di morte, tracce di vite consumate, tracce dell'immenso dolore e dell'immenso male: Alessandro A., Chiara De Giovanni e Paola De Giovanni hanno fermato i loro passi sul limitare di un luogo di pianto e strazio infinito, il campo di concentramento nazista di Natzweiler-Struthof.
Nel campo, operativo dal maggio 1941 al settembre 1944, sono state internate circa 40.000 persone, e 25.000 vi hanno trovato la morte.
La vita al campo è stata narrata nel 1967 dallo scrittore italiano di lingua romena Boris Pahor in "Necropoli".
Alessandro, Chiara e Paola hanno realizzato un lavoro pudico e asciutto, in cui la forza emotiva e narrativa è interamente affidata al potere evocativo dell'immagine.
E il passato riemerge, con tutta la forza della sua tragica verità.